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Le Combinazioni Aggiustabili

di Federico Borsari

Abbiamo recentemente trattato la Combinazione Libera e, in quell'occasione, abbiamo accennato al fatto che con l'evoluzione delle tecnologie e, in particolare, con l'avvento della trasmissione elettrica, essa sia stata poi sostituita con le Combinazioni Aggiustabili.
 Aggiustabili Avevamo detto, trattando la Combinazione Libera, che uno dei suoi più evidenti inconvenienti era la moltiplicazione dei comandi dei registri nella consolle. In effetti, nei casi di grandi strumenti che presentavano, ad esempio, cinque Combinazioni Libere, si dovevano quintuplicare i comandi e, di conseguenza, se un organo aveva 30 registri, ecco che in consolle dovevano esserci ben 150 comandi. Come avevamo spiegato, per ovviare a quest'inconveniente si adottavano, per i comandi di Combinazione, piccoli pomelli, placchette o levette per diminuirne l'ingombro; sta di fatto che -in ogni caso- queste moltitudini di comandi in consolle creavano non poca confusione.
Le prime Combinazioni Aggiustabili apparvero quando, nei primi decenni del secolo scorso, fece il suo trionfale ingresso nell'arte organaria la Trasmissione integralmente Elettrica e fu così che già a partire dagli Anni Venti del secolo scorso -e fino agli Anni Settanta- gli strumenti più grandi realizzati da prestigiose case organarie iniziarono ad adottare questo nuovo sistema. In effetti, in quel periodo, la trasmissione, più che elettrica, si poteva definire "elettromeccanica" poichè i centralini di smistamento dei comandi dello strumento erano molto simili (e talora uguali come concezione) a quelli delle centrali telefoniche, che svolgevano il loro compito facendo aprire e chiudere migliaia di volte relais elettrici che, in tal modo, "smistavano" ed indirizzavano i segnali elettrici provenienti dalla consolle verso le varie parti dell'organo.
Per questo motivo i centralini degli organi elettrici consistevano in veri e propri "armadi" metallici al cui interno erano sistemati tutti i relais ed i collegamenti necessari. E' ovvio che il movimento di apertura e chiusura di tutti questi dispositivi elettromeccanici generava un forte rumore, a cui veniva posto rimedio foderando questi armadi con feltro acusticamente isolante ma ben presto, poichè il funzionamento dei relais produceva molto calore e la chiusura ermetica degli armadi ne provocava il surriscaldamento, i centralini degli organi vennero sistemati, pressochè totalmente aperti in modo da far circolare l'aria al loro interno, in apposite stanze non direttamente comunicanti con le chiese e ben ventilate (nella foto a fianco ne potete vedere uno di Balbiani risalente alla fine degli Anni Venti del secolo scorso).
La complessità di funzionamento di questi centralini, che rimasero in funzione -con minime migliorie- fino ai primi Anni Settanta del secolo scorso, non permetteva di avere in un organo un numero molto elevato di Combinazioni Aggiustabili. Si partiva da un minimo di tre per arrivare, nei grandi organi, a non più di sei/otto. In pratica, a parte per gli organi veramente grandi, non si trattava di un grande passo avanti per quello che riguardava il numero di combinazioni disponibili (negli strumenti di grandi dimensioni fino ad allora realizzati si potevano trovare anche 5 o 6 Combinazioni Libere) ma si otteneva una grande razionalizzazione delle consolles, poichè i comandi dei registri ritornavano ad essere solo quelli effettivi e, per l'azionamento delle Combinazioni Aggiustabili si dovevano aggiungere solamente due pistoncini per "fissarle" e per "smontarle", ed un numero di pedaletti e di pistoncini pari al numero delle combinazioni. Niente altro.
Nei primi tempi del loro utilizzo questi vantaggi non apparvero subito così evidenti, soprattutto per il fatto che -come abbiamo ampiamente spiegato nella scorsa trattazione- le Combinazioni Libere potevano essere modificate durante l'esecuzione dei brani e questo, in teoria ed in pratica (a patto di saperle usare molto bene), consentiva di avere a disposizione un numero molto alto di combinazioni (teoricamente infinito). Le Combinazioni Aggiustabili, invece, una volta "fissate", cioè memorizzate nel centralino elettromeccanico, non potevano (e non possono neppure oggi) essere modificate mentre si suonava. Questo "inconveniente", soprattutto nei primi decenni di utilizzo, penalizzò le Combinazioni Aggiustabili, tanto che furono molti gli organari anche di grande importanza che si rifiutarono categoricamente di adottarle, continuando a produrre strumenti dotati di Combinazioni Libere.
 Aggiustabili L'evoluzione tecnica che consentì alle Combinazioni Aggiustabili di superare definitivamente il loro intrinseco handicap di non modificabilità durante l'esecuzione dei brani fu l'avvento della cosidetta "elettronica allo stato solido", cioè l'invenzione del transistor (1959) ed il conseguente passaggio dalla trasmissione elettrica a quella elettronica. Si tratta di un passaggio epocale nella storia della tecnologia, che ha investito tutti i campi della scienza e che consente, oggi, a tutti noi di poterci portare in tasca un computer, un telefono, una macchina fotografica, una macchina da scrivere, una calcolatrice di spaventose potenzialità, un registratore audio di altissima fedeltà, un piccolo impianto stereo, le mappe stradali di tutto il Mondo ed un'infinità di attrezzature tecnologiche tutte racchiuse in un piccolo attrezzo (lo smartphone) che solamente mezzo secolo fa sarebbe stata pura fantascienza solo immaginare.
Anche l'organo ha subìto gli effetti di questa evoluzione, che si sono nel corso dei decenni concretizzati nel passaggio dai transistor ai circuiti integrati, nell'invenzione dei personal computer, nella sempre più spinta miniaturizzazione dei circuiti elettronici, nella straordinaria evoluzione dell'informatica e, di conseguenza, nel sempre maggiore perfezionamento dei sistemi trasmissivi degli organi.
Se un centralino elettromeccanico di cinquant'anni fa aveva le dimensioni di un armadio, oggi può essere racchiuso nel circuito stampato di una sola scheda che, con i circuiti accessori, può essere contenuta in un contenitore grande come una scatola da scarpe. Al tempo stesso, i dispositivi di digitalizzazione e "storage" (immagazzinamento) dei dati hanno nel tempo reso possibile aumentare a dismisura le possibilità di combinazioni che possono essere memorizzate (un centralino "normale" può oggi ospitare quasi ottomila -per la precisione 7992- combinazioni aggiustabili generali ma in alcuni strumenti molto grandi, soprattutto negli Stati Uniti, il numero di combinazioni disponibile supera ormai le decine di migliaia). Al tempo stesso si è reso possibile memorizzare combinazioni aggiustabili specifiche per ogni tastiera e per la pedaliera e, un paio di decenni orsono, anche rendere "personalizzabili" tutte le impostazioni di un organo, cioè fare in modo che ogni organista, accedendo tramite una password od un dispositivo digitale di identificazione (scheda magnetica, impronta digitale, analisi dell'iride dell'occhio) venga a trovarsi automaticamente già pronte tutte le "sue" combinazioni aggiustabili (sia generali che particolari), la "sua" impostazione predefinita della sequenza di ingresso dei registri tramite il Graduatore, l'eventuale regolazione del tocco delle tastiere ed un sacco di altre cose.
Questo è lo stato dell'arte dell'evoluzione delle tecnologie di trasmissione più moderne ed avanzate per gli organi (senza parlare della Trasmissione Elettronica Proporzionale, che abbiamo già ampiamente trattato in questa pagina). Ma, in definitiva, come funzionano le Combinazioni Aggiustabili?
Siamo stati in forte dubbio se descrivere il funzionamento di queste Combinazioni poichè tutti gli organisti, ormai, le utilizzano ampiamente e, pertanto, si tratta -per gli addetti ai lavori- di "aria fritta". Nello spirito divulgativo di queste pagine però, che sono dedicate a tutti coloro che vogliono approfondire gli argomenti dell'organo anche solo come semplici appassionati od ascoltatori, di seguito ve ne proponiamo una semplice spiegazione di utilizzo.
Abbiamo detto che questo tipo di combinazioni prevede in consolle l'aggiunta di pochi accessori. I più fondamentali sono il "Fissatore" e l'"Annullatore" (detto anche, più raramente, "Smontatore"), che sono due semplici pistoncini a pulsante che sono solitamente sistemati ai lati dalla prima tastiera (oppure anche sotto di essa). Nelle foto li vediamo evidenziati nelle due possibili sistemazioni:

 Aggiustabili

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Solitamente, negli organi italiani, questi due pulsanti sono contraddistinti dalle lettere "F" -Fissatore- e "A" -Annullatore (oppure "S" -Smontatore)- mentre in altri Paesi possono essere contraddistinti dalle lettere "S" (Set) e "C" (Cancel).
Altrettanto fondamentali sono i comandi relativi alle singole Combinazioni Aggiustabili, che quasi sempre sono a pedaletto e che possono essere "ripetuti" anche da pistoncini in varie posizioni della consolle. Solitamente i pedaletti sono sistemati alla sinistra delle staffe e riportano inciso il numero della Combinazione (nella foto si vedono i pedaletti di un organo con cinque Combinazioni Aggiustabili):

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Questi comandi a pedaletto, che sono quelli che consentono di scegliere le varie combinazioni durante l'esecuzione dei brani, possono essere ripetuti anche in altre posizioni della consolle tramite pistoncini ad azionamento manuale. Ci sono diversi modi di posizionamento di questi pistoncini; una delle più classiche è quella di sistemarli al di sopra dell'ultima tastiera (solitamente con un sistema di illuminazione che possa segnalare quale combinazione è in uso):

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Un altro tipo di sistemazione di questi comandi manuali di combinazione è anche quello di posizionarne i pistoncini al di sotto di ogni tastiera in posizione centrale, in modo da renderne possibile l'azionamento da parte dell'organista senza dover staccare le mani della tastiera, con un procedimento di "thumbing", cioè di azionamento mediante l'utilizzo del pollice. Nella foto seguente vediamo un organo in cui sono presenti sia i pistoncini al di sopra delle tastiere che i pistoncini al di sotto di ogni tastiera:

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Abbiamo detto che da alcuni decenni il numero delle combinazioni presenti in un organo si è moltiplicato fino alla possibilità di disporre di migliaia di combinazioni. E' evidente che in un moderno organo che possiede ottomila combinazioni aggiustabili non è certo possibile avere ottomila pedaletti e pistoncini in consolle. Per poter utilizzare un numero così ampio di combinazioni si è ideato un apposito dispositivo digitale, chiamato "sequencer". Il numero totale delle Combinazioni Aggiustabili viene suddiviso in un numero definito di "banchi" (solitamente 999), ognuno dei quali contiene tante combinazioni quanti sono i pedaletti e/o i pistoncini in consolle. Per esemplificare, se i pedaletti e/o pistoncini della consolle sono 8 (otto aggiustabili di base), ognuno dei 999 banchi di memoria conterrà 8 Combinazioni, per un totale (come abbiamo già accennato prima) di 7992 Combinazioni Aggiustabili disponibili. In consolle vengono a questo punto installati altri dispositivi che sono, fondamentalmente, un display (visualizzatore) che consente all'organista di vedere quale combinazione di quale banco si sta utilizzando (e, ovviamente, anche di scorrere la visualizzazione avanti ed indietro per verificare le varie combinazioni) e due pedaletti e/o pistoncini che azionano le varie combinazioni in sequenza (sia in avanti che indietro) partendo dalla prima ed arrivando all'ultima. Il Display che solitamente si trova negli organi italiani è realizzato dalla ditta Eltec di Cuneo e si presenta così:

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Come si vede, è un dispositivo abbastanza semplice. Il numero visualizzato in rosso identifica il banco mentre quello in verde indica quale combinazione di quel banco si sta utilizzando. I due pulsanti a sinistra e destra consentono di scorrere (azionandole) le combinazioni in modo da poterle verificare ed, eventualmente, modificare.
Per azionare questo sequencer durante le esecuzioni musicali si utilizzano sia pedaletti che pistoncini, ed anche in questo caso esistono diverse soluzioni. La più usata è quella di sistemare due pedaletti ai lati delle staffe, uno a sinistra (solitamente contraddistinto da un segno "-" oppure da una freccia orientata a sinistra "<") che quando viene premuto "scala" di una posizione il numero della combinazione (cioè "scende") ed uno a destra (solitamente contraddistinto da un segno "+" oppure da una freccia orientata a destra ">") che quando viene premuto "incrementa" di una posizione il numero della combinazione (cioè "sale"). Eccone una fotografia:

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Come abbiamo detto, anche questi due comandi vengono solitamente "ripetuti" da pistoncini azionabili manualmente (mediante il "thumbing") dall'organista; questi pistoncini, solitamente, vengono sistemati sotto alle tastiere in posizione centrale, in questo modo:

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A questo punto, dopo aver fatto conoscenza con i vari dispositivi in consolle che ci permettono di utilizzare le Combinazioni Aggiustabili, possiamo descriverne il funzionamento pratico, che si differenzia a seconda della presenza o meno del sequencer.
Se utilizziamo un organo "vecchio" con un numero fisso di Aggiustabili (da 4 a 8) e, ovviamente, sprovvisto di sequencer, per "fissare" le combinazioni si procede in questo modo:

1 - Si inseriscono (azionandone i comandi) i registri desiderati;
2 - Si preme il pulsante del "Fissatore";
3 - Tenendolo premuto, si preme il pedaletto (od il pistoncino) della prima aggiustabile;
4 - Si rilascia il pulsante del "Fissatore"

e si procede allo stesso modo con le altre combinazioni seguenti.
Se abbiamo a disposizione uno strumento con il sequencer, si procede invece in questo modo:

1 - Si inseriscono (azionandone i comandi) i registri desiderati;
2 - Tramite il display si sceglie il banco di memoria in cui si vuole memorizzare la combinazione;
2 - Si preme il pulsante del "Fissatore";
3 - Tenendolo premuto, si preme il pedaletto (od il pistoncino) dell'aggiustabile che si vuole fissare;
4 - Si rilascia il pulsante del "Fissatore"

Durante le esecuzioni musicali, per utilizzare le aggiustabili di uno strumento senza sequencer, si passa da una combinazione all'altra premendone i relativi pedaletti o pistoncini. Per gli organi con sequencer, si passa da una combinazione all'altra semplicemente "salendo" o "scendendo" con i due pedaletti a lato delle staffe (oppure azionando i corrispondenti pistoncini sotto e/o sopra le tastiere).
Il pistoncino dell' "Annullatore" (o "Smontatore") serve ad azzerare la combinazione in uso, nel senso che chiude istantaneamente tutti i registri (ma -attenzione- NON cancella la combinazione memorizzata). Solitamente questo pistoncino viene utilizzato dagli organisti per chiudere tutti i registri al termine di un'esecuzione. Questo pistoncino, inoltre, NON agisce nè sul Graduatore nè sulle Combinazioni Fisse (Fondi, Ancie) nè, tantomeno- sul "Tutti"; è per questo motivo che, ad esempio al termine di un pezzo di concerto, si vede l'organista, in successione, premere l'Annullatore, chiudere il Graduatore ed -eventualmente- disinserire il "Tutti" rendendo, di fatto, l'organo totalmente muto.

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Come abbiamo in precedenza accennato, oltre alle Combinazioni Aggiustabili la moderna tecnologia computerizzata permette di gestire in modo totale anche altri dispositivi dell'organo (foto sopra) come, ad esempio, il Graduatore, le Casse Espressive, il tocco delle tastiere, la percentuale di inserimento dei vari registri e la pressione dell'aria nei vari somieri (per ottenere effetti particolari utili per la musica contemporanea) e tante altre cose (tra l'altro, molto recentemente, sono state create dai vari costruttori anche alcune "app" che consentono di gestire completamente un organo via Wi-fi tramite un normale smartphone) ma, per oggi, pensiamo che possa bastare così. Alla prossima!