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L'Organo Balbiani 1928 (ex Trice 1890) della Basilica dell'Immacolata di Genova.
(Approfondimento storico-tecnico)

di Federico Borsari

 Immacolata Genova Abbiamo già parlato, anche ampiamente, di questo organo in diverse nostre pagine precedenti per la sua fondamentale importanza nell'evoluzione dell'organo italiano moderno. Oggi ne approfittiamo, invece, per raccontarne alcune parti di storia, prendendo spunto da un'esperienza personale e da quanto ci racconta un bell'opuscolo pubblicato nel 1928 da Balbiani in occasione del centenario di fondazione della fabbrica e della contemporanea realizzazione dello strumento che ancora oggi possiamo ammirare ed ascoltare nella Basilica dell'Immacolata di Genova. Ma andiamo con ordine.
Si era alla metà degli Anni Settanta del secolo scorso e chi scrive, appena ventenne, "batteva" con un amico fidato ed anche lui studente di organo, le chiese di Genova alla ricerca degli organi più importanti e significativi. Durante una di quelle mattinate di ricerca arriviamo all'Immacolata, dove sappiamo esiste uno degli organi più belli della città. Entrare in quella chiesa è già emozionante di suo perchè si tratta di una chiesa bellissima, ricchissima, decoratissima e frequentatissima. La sorpresa più grande è, però, trovarvi un organo enorme, composto di tre corpi fonici dei quali il principale occupa tutta la controfacciata ed altri due, anch'essi monumentali, sono sistemati ai lati del Presbiterio (scopriremo poi che esiste anche un quarto corpo, celato sui matronei, che però in quegli anni non era utilizzabile poichè danneggiato dai bombardamenti alleati della seconda guerra mondiale e mai rimesso in funzione).
Come facciamo di solito, ci presentiamo in sacrestia e chiediamo se è possibile vedere e provare l'organo. Il sacrestano ci guarda, considera il nostro abbigliamento (allora, come tutti i giovani di quell'epoca, marciavamo con jeans sdruciti, capelli lunghi fino alle spalle, camicione indiano e barba incolta...) e ci chiede se siamo organisti (qualche giorno prima, in un'altra chiesa, il sacrestano ci aveva addirittura chiesto, con disarmante candore, se eravamo terroristi..). Gli mostriamo gli spartiti e lui ci accompagna, poco convinto, nel coro dove è sistemata la consolle dell'organo. La apre e possiamo constatare che è una consolle bellissima e "storica". In effetti è una tipica consolle "Balbiani" con i caratteristici comandi dei registri e delle combinazioni libere a levette colorate e che, pur all'apparenza "complicata", all'utilizzo si dimostra molto efficace e "comoda".
 Immacolata Genova Cominciamo a suonare sotto la sorveglianza attenta del sacrestano e, mano a mano che suoniamo, lui diventa sempre più attento. Concludiamo la visita con un paio di pezzi romantici e tocca a me chiudere con un'improvvisazione in cui riesco a cavare dall'organo tutte le sue possibilità fonico-timbriche. Quando stacco le mani dalla tastiera il sacrestano è euforico: "Fantastico!.. Non avevo mai sentito quest'organo suonare così!" esclama e se ne va di corsa senza dire una parola. Noi ci guardiamo e pensiamo che quello è tutto matto... ma eccolo che torna di corsa e mi porge un libretto. "Ecco, tenga!.. Questo l'hanno stampato quando hanno fatto l'organo. Glielo regalo. Grazie per avermi fatto sentire tanta bella musica!". Abbastanza confusi per questa manifestazione di stima, alquanto immeritata per la verità, lo ringraziamo e togliamo il disturbo ripromettendoci di tornare per provare ancora questo bellissimo organo.
Tornerò in questa chiesa solo una trentina d'anni dopo e troverò quest'organo restaurato, con il quarto corpo d'organo (Organo Eco) funzionante, una nuova trasmissione elettrica, una consolle leggermente modificata e ritroverò le voci splendide che avevo suonato in gioventù. Questa volta, però, quando chiederò al nuovo sacrestano di vedere l'organo, egli mi dirà svogliatamente e senza neppure degnarmi di uno sguardo "La tastiera è dietro l'altare" e quando finirò di suonare non lo troverò più e me ne andrò senza neppure poterlo ringraziare.
Il libretto pubblicato nel 1928 (Centenario della fondazione della ditta Balbiani) e dedicato a quest'organo porta il titolo "Per l'inaugurazione del quadruplice organo elettrico nella Basilica Abbaziale di S.Maria Immacolata - Genova 16-17 Maggio 1928" ed è sicuramente un documento storico-tecnico di grande importanza. In esso troviamo una prima trattazione che ricorda la storia dello strumento, seguita da un estratto della relazione di perizia redatta da Luigi Balbiani, nella quale egli illustra le caratteristiche tecnico-foniche del nuovo organo. Tra le pagine seguenti, celebrative della Casa Organaria, troviamo anche un testo di Giovanni Tebaldini in cui egli ricorda anche l'inaugurazione del precedente organo Trice del 1890. Riteniamo utile ed interessante riportare qui di seguito alcuni brani di queste trattazioni, iniziando, appunto, dal ricordo di Tebaldini delle giornate dell'inaugurazione dell'organo Trice:

 Immacolata Genova "Rammentiamo le giornate del 20, 21, 22 Aprile del 1890: eravamo presenti alle Feste musicali offerte per l'inaugurazione di quello che fu, allora, il nuovo organo dovuto alla perizia dell'inglese George William Trice.
Per Via Assarotti, in quei vespri luminosi, una folla elegante saliva e scendeva ininterrotta verso la metà della magnifica strada. I cocchi signorili si soffermavano innanzi al Tempio di Nostra Signora (...) e da essi scendevano dame e cavalieri accorsi pur da Roma, dalla Lombardia, dal Veneto e perfin dall'estero, ansiosi di poter assistere ai concerti che Alessandro Guilmant, l'organista della Trinité a Parigi, Filippo Capocci, Giovanni Battista Polleri e Camillo Sivori si accingevano a dare. Giornate -per noi vecchi- indimenticabili.
Scriveva un articolista dell'epoca «Bisognava vedere qual pellegrinaggio animato stupefacente si era formato nei tre giorni, lungo l'incantevole via che molte città invidiano alla Superba, e che sale su su larga, fra i maestosi palagi alternati coi fiorenti giardini d'aranci e di cedri. Dentro la chiesa lo spettacolo riusciva ancor più interessante e commovente. La luce meridiana, che fuori rendeva brillante tutto quel brulichio di teste, piovendo attraverso i cristalli variopinti, si projettava sulle tre stupende facciate del monumentale istrumento che spiccano con squisita euritmia tra il biancheggiar dei marmi, l'azzurro stellato delle volte, lo scintillio degli ori, i trifogli delle lesene.».
La piccola esile figura del costruttore
(G.W.Trice - N.d.R.), dalla barba rossiccia a punte, dagli occhi vividi, era tutto nervi in quei giorni. E si comprende.
Il ligure Pier Costantino Remondini -l'Apostolo della riforma organica in Italia- lieto in cuor suo d'esser riuscito ad una affermazione artistica di alto valore cui da tempo mirava, appariva per le arcate del Tempio coi segni della letizia sul volto."


Dopo questo affresco dell'inaugurazione del 1890, da cui escono vivide le immagini non solo di un avvenimento storico di un'epoca ormai lontana da noi quasi centotrent'anni ma anche le figure dei due personaggi che lo resero possibile (Trice e Remondini), passiamo alla relazione di Luigi Balbiani in cui egli descrive le caratteristiche del nuovo organo comparate a quelle del vecchio Trice:

"La disposizione della massa fonica, nel vecchio organo Trice, è stata sacrificata all'ingombrante meccanismo trasmissivo al punto che alcuni registri suonano parzialmente, altri sono affatto muti. L'erronea concezione dell'interferenza dei suoni ha fatto esagerare l'applicazione dei raddoppi, quando nè la distanza, nè la vastità dell'ambiente lo rendevano necessario. Debbo a tale proposito congratularmi con il Chiarissimo organista della Basilica, Maestro Don Ferro, il quale ha rilevato come i due organi laterali formino, per la loro vicinanza, una sola sorgente sonora; rilievo che valentissimi organisti non seppero fare, persistendo nel raddoppio degli stessi registri con esclusione di altri ben più efficaci, a completare il quadro generale di equilibrio e proporzioni foniche."

Per comprendere questa prima parte dell'intervento di Luigi Balbiani, in cui, oltre alla scarsa affidabilità del sistema trasmissivo elettrico (ricordiamo che nel 1890 l'applicazione dell'elettricità agli organi era ancora a livelli abbastanza rudimentali e si affidava a dispositivi perlopiù artigianali e di grandi dimensioni) viene lamentata la presenza di "doppi registri" nei due corpi d'organo posti ai lati del Presbiterio, dobbiamo avere presente l'impostazione dell'organo realizzato da Trice. In quell'organo, che -ricordiamo- aveva tre tastiere e pedaliera, i registri dell'organo "maggiore", cioè del corpo in controfacciata, erano suddivisi tra la prima e la seconda tastiera. La prima tastiera azionava anche i registri dell'organo Corale laterale espressivo (le cui canne erano chiuse in cassa espressiva) e la seconda tastiera azionava i registri dell'organo laterale corale non espressivo (cioè con le canne libere). La Terza tastiera azionava le canne dell'altro organo laterale, totalmente espressivo (con tutte le canne chiuse in cassa espressiva). I registri della pedaliera erano suddivisi nei tre corpi d'organo. Per chiarire meglio, ecco di seguito lo schema fonico-timbrico dei registri alle tastiere, tralasciando i registri di pedale che in questo ambito non interessano:

Prima Tastiera
Registri dell'organo Maggiore


Gamba 8
Flauto Chiuso 8
Flauto Armonico 4
Flautino 2
Tuba Mirabilis 8
Voce Umana 8
Prima Tastiera
Registri Organo Laterale Corale
Espressivo


Gamba 8
Bordone 8
Flauto d'Orchestra 4
Piccolo Armonico 2
Clarinetto 8
Oboe 8
Voce Celeste 8
Seconda Tastiera
Registri dell'Organo Maggiore


Principale 16
Principale Primo 8
Principale Secondo 8
Ottava Prima 4
Ottava Seconda 4
Duodecima
Quintadecima
Pieno 5 file
Pieno 3 file
Dulciana 8
Bordone 8
ContrOboe 16
Tromba 8
Tromba 4
Seconda Tastiera
Registri Organo Laterale Corale
Non Espressivo


ControGamba 16
Principale 8
Dulciana 8
Ottava 4
Duodecima
Quintadecima
Pieno 2 file (XIX-XXII)
Tromba 8
Terza Tastiera
Registri Organo Laterale Corale
Espressivo


Bordone 16
Eufonio 8
Viola 8
Bordone 8
Ottava 4
Flauto 4
Decimaquinta
Pieno 3 file
Flicorno 8
Tromba 4

 Immacolata Genova Tralasciando i registri relativo all'Organo Maggiore, che non è oggetto di discussione, quello che viene sottolineato da Balbiani è la presenza contemporanea, nei due corpi d'organo laterali, degli stessi registri, che abbiamo riportato nello schema in colore rosso. Come si vede, ci sono molti registri appartenenti alla stessa famiglia riproposti nella stessa tessitura sia in un corpo che nell'altro; a questi si possono anche aggiungere registri della stessa famiglia in tessiture diverse (Controgamba 16 e Gamba 8, Bordone 16 e 8, Tromba 8 e 4) e, in effetti, risulta abbastanza evidente che, a parte le ancie soliste (Clarinetto, Oboe e Flicorno), la Voce Celeste ed il Flautino di 2, timbricamente i due corpi risultano molto simili.
Dopo questa premessa, Balbiani passa ad illustrare le caratteristiche dei vari corpi d'organo:

"L'Organo sulla porta risulterà costituito: da nove file di Ripieno sulla base di Principali 16-8-4 con due registri violeggianti e tre ancie, formando il complessivo totale di 15 registri.
Progetto per i due Organi Laterali: Non seguire la disposizione comune alla collocazione italiana: registri delicati, deboli, in casse espressive (che qualora chiuse li rendono quasi impercettibili), ma seguire il sistema franco-inglese di collocare nei manuali superiori tutte le ancie che costituiscono la fanfara ed i violeggianti, che formano il moderno concerto d'archi, oltre a quei timbri caratteristici (Voci Umane, Arpe, Campane) che anche nelle vecchie costruzioni sono espressivi per tradizione; e quindi:
Organo laterale in Cornu Epistulæ: formato da un Bordone di 16, Quintante 8 e Flauto 4, con due registri di mutazione, dall'Eufonio con Unda Maris, da due registri violeggianti ed un'ancia dolce di 8. Totale 12 registri.
Organo laterale in Cornu Evangelii: con Ripienino a sette file, la Quintadena 16, due registri di Flauti aperti e chiusi, Coro Viole ed Oboe 8. Totale 10 registri.
Verrà disposto poi un Quarto Organo d'Eco nascosto nei matronei, che non sarebbe stato indispensabile, ma per la sovrabbondanza del vecchio materiale reliquato, per varietà ed equilibrio, può opportunamente inserirsi nel quadro fonico generale. La composizione di quest'organo è determinata dalla sua finalità: compendiare, in forma d'eco, gli altri tre. E' una piccola massa sonora di Fondi, Ripieni con Flauti, Viole ed anche costituenti in totale 12 registri."


Balbiani passa poi ad esaminare il problema dell'intonazione dello strumento, argomento assai interessante poichè vi si rileva molto spiccata la tendenza a ritrovare le caratteristiche "italiane" dell'organo, tendenza che verrà poi ufficializzata due anni dopo nella famosa Adunanza Organistica di Trento:

 Immacolata Genova "Per l'intonazione generale dell'istrumento, un problema fondamentale esige di essere risolto: riguarda la conservazione o la trasformazione del carattere fonico di «Tipo Inglese». Ritengo si debba adottare una diversa intonazione dei singoli registri che si stacchi, nell'effetto complessivo, da quella attuata da G.W.Trice, per le seguenti ragioni.
E' notorio che i registri di fondo inglesi hanno voce rotonda, pastosa e piena; ma se ottima degli 'a solo', appunto per la sua rotondità e pienezza, male si amalgama con altre registrazioni e col Ripieno nostro. Ne deriva un complesso fonico goffo e pesante. Il vecchio istrumento, sia per il gusto dell'epoca nel quale venne costruito, sia per l'erronea applicazione dei raddoppi alla quale accennai, ha un'esuberanza eccessiva di cotali registri. Si aggiunga che le numerose Viole, prive di freno, disperse sui vari manuali e collocate in posizioni infelici, non hanno carattere e non è possibile riunirle in quella massa tipica che forma il moderno coro. Ed infine: i Ripieni sono un mediocre saggio imitativo della classica formazione ed intonazione italiana."


Infine, vengono espresse le soluzioni adottate per la consolle, la trasmissione e le combinazioni:

"La consolle Trice a tre tastiere, con cinque pistoncini e quindici pedaletti è di modello così antiquato da essere considerata alla stregua delle locomotive che trascinavano i primi trenini dell'italico regno!
La nuova consolle dovrà essere riccamente dotata di tutto quanto il concertista possa esigere per ottenere il massimo effetto col minimo di manovra, vale a dire: oltre le quattro tastiere di raccordo ai singoli organi e pedaliera di 30 tasti. Estensione massima a 30 Unioni ed accoppiamenti (i più grandi organi costruiti in Italia non ne posseggono la metà).
Cinque registrazioni libere a segnalazione automatica luminosa ed a doppio comando. Introdotte nel colossale organo che ho costruito per la Chiesa di S.Vincent Ferrer in Nuova York, vennero preferite al diffuso sistema delle 'combinazioni aggiustabili' che presentano l'inconveniente di non poter essere facilmente controllate nè modificate nel corso dell'esecuzione, sebben appaiono esteriormente più semplici.
Estensione del contatto diretto, senza pneumatica intermedia, a tutte le trasmissioni ed accoppiamenti, che permette combinazioni non possibili col sistema misto elettropneumatico ormai sorpassato, sebbene tuttora applicato dalla fabbricazione italiana.
Il centralino del sistema che adotterò ha 10 mila fili colleganti 500 magneti."


Questo è quanto diceva Luigi Balbiani in merito alla progettazione e realizzazione di questo organo, che ancora oggi - dopo un appropriato restauro effettuato qualche decina di anni fa- è ancora al suo posto, perfettamente funzionante ed utilizzato sia nella sua funzione primaria di strumento liturgico che nella sua veste di splendido organo da concerto. In esso troviamo ancora non solo le radici dell'organo moderno italiano, che affondano nelle sonorità del vecchio Trice 1890, ma anche i frutti che tali radici hanno nel tempo prodotto nell'ambito della rinascita dell'organo italiano classico, che troviamo come principi ispiratori della filosofia del Balbiani 1928 e che porteranno, nei decenni successivi, alla splendida scuola organaria italiana di oggi, apprezzata e conosciuta -come allora- in tutto il Mondo.
Per concludere, proponiamo qui di seguito la disposizione fonica dello strumento attuale:

Prima Tastiera
Positivo Espressivo
in Cornu Epistulæ


Bordone 16
Quintante 8
Eufonio 8
Salicionale 8
Viola 8
Unda Maris 8
Flauto 4
Ottavino 2
Cornetto
Clarino 8
Arpa Celeste
Seconda Tastiera
Grande Organo
in controfacciata


Principale 16
Dulciana 8
Gamba 8
Bordone 8
Corno di Camoscio 8
Ottava 4
Flauto 4
Nazardo 2-2/3
Decimaquinta
Ripieno 9 file
Corno Inglese 16
Tromba 8
Tromba 4
Terza Tastiera
Recitativo Espressivo
in Cornu Evangelii


Quintante 16
Principale 8
Flauto 8
Gamba 8
Ottava 4
Bordoncino 4
Pieno 7 file
Coro Viole 8
Armonica 8
Oboe 8
Quarta Tastiera
Recitativo Forte Espressivo
nel Matroneo di sinistra


ControGamba 16
Eolina 8
Flauto 4
Fugara 4
Piccolo 2
Pieno Etereo 5 file
Viola 8
Concerto Viole 8
Voce Corale 8
Tuba Mirabilis 8
Campane
Pedale
all'Organo Maggiore


Acustico 32
Contrabbasso 16
Violone 16
Gran Quinta 10-2/3
Ottava 8
Cello 8
Bombarda 16
Pedale
al Positivo


Bordone 16
Dolce 8


Pedale
al Recitativo


Subbasso 16
Basso 8

Per ascoltare il suono di quest'organo, ovviamente, la soluzione migliore sarebbe ascoltarlo dal vivo. In alternativa, esiste un bel disco inciso da Domenico Severin, che abbiamo recensito in questa pagina, che ne mette bene in evidenza le caratteristiche fonico-timbriche. Qui di seguito, invece, vi proponiamo un video, realizzato in occasione dell'Organ Day 2012, a cui eravamo presenti, la cui prima parte (dall'inizio fino al minuto 4:05) è dedicata a quest'organo, con un'interessante illustrazione da parte della Prof.ssa Luisella Ginanni, alcune brillanti improvvisazioni di Paolo Oreni ed una versione organistica della canzone genovese "Ma se ghe pensu" interpretata dal Prof. Graziano Fronzuto. Ovviamente, ne consigliamo ai nostri amici lettori la visione integrale, dove si potranno vedere ed ascoltare altri pregevoli strumenti genovesi tra cui il Locatelli 1880 della chiesa della Consolazione, il "mitico" (ma purtroppo pesantemente modificato) Hermans della Basilica di S.Maria in Carignano e l'interessantissimo Tamburini 1914 della chiesa delle Vigne, primo organo italiano a trasmissione integralmente elettrica sul quale chi scrive ha avuto, in gioventù, l'onore di poter ricevere lezioni di musica dallo storico Maestro Don Angelo Fasciolo.