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Gli organi della Basílica del Santísimo Sacramento di Buenos Aires.

di Federico Borsari

Photo Credits: pipeorgans.flavam.com
Video Credits: Youtube Channels: Canal de la Ciudad (Buenos Aires) - Patrimonio Urbano (Buenos Aires) - Órgano Santísimo Sacramento (Buenos Aires) - Matías Hernán Sagreras, organist

Oggi cambiamo leggermente l'impostazione di questa pagina e, oltre alle solite fotografie, vi presentiamo alcuni video (in lingua spagnola); in quello che potete vedere qui a fianco vengono descritte le caratteristiche della chiesa e dell'organo che trattiamo.
I Paesi dell'America Latina sono, notoriamente, un prezioso giacimento di organi realizzati, a partire dal XIX secolo e fino ad oggi, dalle più importanti case organarie europee. Tra il grande numero di strumenti spiccano quelli che furono realizzati da Charles Mutin, successore artistico di Cavaillé-Coll (che peraltro manteneva nelle targhe la dicitura "Mutin/Cavaillé-Coll") e la maggior parte di questi si trovano in Argentina, che -in termini assoluti- risulta il Paese con una delle più alte concentrazioni di organi "europei" (nella maggioranza tedeschi, francesi ed italiani).
In questo grande Paese si contano ben diciassette Cavaillé-Coll/Mutin (quasi tutti realizzati nei primi anni del Novecento), sedici dei quali (ma in origine erano diciassette, uno fu distrutto nel 1955 da un incendio durante lo svolgimento di movimenti popolari) si trovano a Buenos Aires mentre uno solo lo troviamo a Santa Fe, nella chiesa di Nuestra Señora de los Milagros. Nel video successivo, oltre all'organo che trattiamo oggi, possiamo vedere ed ascoltare anche altri strumenti realizzati da organari europei in diverse chiese della città.


L'organo che trattiamo oggi si trova nella Basílica del Santísimo Sacramento e lo abbiamo scelto, da una parte, perchè è l'unico strumento realizzato in Argentina da Cavaillé-Coll/Mutin di grandi dimensioni (quattro tastiere) e, dall'altra, perchè rappresenta un perfetto esempio di come differenti scuole organarie europee, in America Latina, si siano, nel corso dei decenni, "fuse" insieme e di come questo strumento, pur mantenendo la sua impostazione originale, sia stato "rivisto" e modificato da altri organari europei e locali, nella fattispecie dal nostro Tamburini. Per completezza di informazione, presentiamo anche il secondo organo presente in questa chiesa, sistemato nella cripta e realizzato da Merklin (si ignora la data) dapprima per un'altra chiesa della città e poi qui trasferito in seguito.
L'organo di cui parliamo oggi fu realizzato nel 1912 e fu voluto da una ricca signora (Mercedes de Anchorena) della nobiltà locale che lo commissionò (e, ovviamente, lo pagò di tasca sua) direttamente a Mutin il quale, per progettarlo, realizzarlo ed installarlo, effettuò diversi viaggi in Argentina. A questo proposito bisogna anche dire che Mutin, soprattutto negli anni tra il 1905 ed il 1908 (durante i quali installò altri cinque organi a Buenos Aires) effettuò numerose traversate oceaniche accompagnando i pezzi degli strumenti che realizzava in Francia e poi assemblava sul posto.
Sulla figura di Mercedes de Anchorena (cognome da nubile: Castellanos, altra ricca famiglia dell'alta borghesia porteña) bisogna inoltre ricordare che in gioventù aveva studiato a Parigi (dove sicuramente aveva apprezzato gli organi di Cavaillé-Coll) per poi ritornare in patria e sposare il nobile Nicolás Hugo de Anchorena Arana, anch'egli ricchissimo. Dal matrimonio nacquero ben nove figli (di cui due morirono in tenera età) e quando, nel 1884, rimase vedova, dedicò il suo tempo ad amministrare il consistente patrimonio di famiglia, elargendone una cospicua parte alla costruzione della Basílica del Santísimo Sacramento e di altre chiese della città, tra cui il Monastero delle Carmelitane, la parrocchia di Nuestra Señora de las Mercedes, la chiesa del Seminario Diocesano e sostenendo economicamente diverse opere pie che a quel tempo si occupavano dei poveri e dei bambini. Per questa sua opera, il Papa Pio IX la nominò "Contessa Pontificia". Alla sua morte, avvenuta nel 1920, fu sepolta nella Basílica del Santísimo Sacramento (dove aveva fatto installare l'organo di cui parliamo oggi), dove riposa ancora oggi nella cripta, sotto lo sguardo affettuoso dell'altro organo Merklin a cui abbiamo già accennato.
 Vecchia Consolle Il Mutin 1912 che andiamo a trattare è uno strumento molto grande che, come abbiamo detto, fu costruito a Parigi e poi, dopo diversi trasporti via mare, assemblato sul posto sotto la diretta supervisione di Mutin. I lavori durarono tre anni ed il concerto di inaugurazione si svolse nel 1915 con alla consolle l'organista francese Jules Beyer (a quell'epoca organista presso la chiesa di Notre-Dame a Vimoutiers e che l'anno seguente si trasferì a Buenos Aires e divenne organista titolare proprio su questo organo) che, oltre ad altri brani, mise in repertorio la famosa "Toccata" dalla quinta sinfonia di Widor, brano che entusiasmò -secondo le recensioni dell'epoca- l'uditorio.
Lo strumento presentava (e presenta tuttora) quattro tastiere e pedaliera e la trasmissione originale era meccanica con leva Barker; la consolle originale (che vedete qui a fianco), pur nello stile proprio della "maison" Mutin, invece che i classici comandi dei registri a tirante, era dotata di placchette a bilico sistemate ai lati delle tastiere (in totale erano ottanta). La disposizione fonica originale non è conosciuta ma è stato apppurato che nel corso dei lavori di ampliamento ed ammodernamento effettuati in seguito tutti i registri originali di Mutin sono stati mantenuti.
Quarant'anni dopo, nel 1955, il nostro Tamburini fu chiamato ad intervenire per un ampliamento della disposizione fonica; nella stessa occasione fu sostituito il sistema meccanico con la trazione elettrica e fu installata, sempre in tribuna, una tipica consolle "Tamburini" di tipo mobile. Infine, nel 1983, l'intero strumento è stato restaurato da tre organari argentini (Azurmendi, Amadini e Weinhold). Attualmente l'organo è perfettamente funzionante ed è abitualmente utilizzato anche per rassegne concertistiche di grande prestigio ed importanza a cui partecipano sovente anche grandi organisti europei.
Di seguito la disposizione fonica attuale (73 registri nominali - 95 reali):

I - Positif

Quintaton 16
Principal 8
Flute Harmonique 8
Cor de Nuit 8
Salicional 8
Unda Maris 8
Octave 4
Flute Octaviante 4
Quinte bouchée 2-2/3
Flageolet 2
Tierce 1-3/5
Cor Anglais 16
Trompette Royale 8
Clarinette 8
Soprano Harmonique 4
Tremulant
II - Grand Orgue

Montre 16
Bourdon 16
Principal Fort 8
Montre 8
Flute Harmonique 8
Bourdon 8
Violoncelle 8
Quinte 5-1/3
Prestant 4
Nazard 2-2/3
Doublette 2
Fourniture 5 ranges
Cymbale 4 ranges
Cornet 5 ranges
Bombarde 16
Trompette 8
Clairon 4
III - Récit

Bourdon 16
Diapason 8
Flute Harmonique 8
Viole de Gambe 8
Voix Celeste 8
Flute Octaviante 4
Octavin 2
Plein Jeu 7 ranges
Cornet 5 ranges
Basson 16
Trompette Harmonique 8
Basson-Hautbois 8
Voix Humaine 8
Clairon Harmonique 4
Tremulant
IV - Solo

Cor de Nuit 16
Grosse Flute 8
Jubal 8
Flute d'Orchestre 4
Viola 4
Eoline 4
Quinte 2-2/3
Larigot 2
Tierce 1-3/5
Septieme 1-1/7
Tuba Mirabilis 8
Cor d'Harmonie 4
Cloches (Glockenspiel)
Tremulant
Pedale

Acoustique 32
Contrebasse Fort 16
Contrebasse 16
Soubasse 16
Violon Basse 16
Quinte 10-2/3
Basse Bouchée 8
Flute 8
Bourdon 8
Violin Diapason 8
Quinte 5-1/3
Flute Ouverte 4
Trombone 16
Trompette 8
Clairon 4
Cloches (Glockenspiel)
Tremulant
 Nova Consolle


Esistono reperibili sulla grande rete diversi video che ci mostrano le eccellenti potenzialità fonico-timbriche di questo strumento. Qui di seguito ve ne mostriamo alcuni; il primo è il "Carillon de Westminster" di Vierne interpretato da Luis Caparra in occasione del concerto tenuto il 26 Novembre 2012 per il centenario della costruzione dell'organo (peccato che i Ripieni siano scordati...).



Il secondo ci presenta la Fantasia su Hallelujah Gott zu loben di Reger interpretata da Gerard Verweij che, oltre a sfoggiare un paio di rutilanti calzini rossi a pois bianchi, non pare sia al corrente del fatto che -quando serve- per suonare la pedaliera si possono/devono utilizzare anche i talloni:



il terzo, con Matías Hernán Sagreras alla consolle, è il "Choral Varié" di Duruflé:



ed il quarto, purtroppo con diversi segni di degrado sia audio che video derivanti dal riversamento da una vecchia cassetta VHS registrata nel 1997, ci presenta Olivier Latry che interpreta lo Scherzo di Gigout:



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 Organo della Cripta

L'organo della cripta, invece, fu inizialmente realizzato da Merklin (si ignora la data) per un'altra chiesa di Buenos Aires, la parrocchia di Santa Felicitas, e solo in seguito -presumibilmente negli Anni Venti del secolo scorso- fu trasferito nella Basílica del Santísimo Sacramento. Si tratta di un organo con due tastiere, pedaliera, sedici registri nominali (19 reali) che in origine aveva la trasmissione meccanica, sostituita verso la fine del secolo scorso con una trasmissione elettrica per opera degli organari argentini Amadini e Weinhold.
Di seguito la disposizione fonica (tuttora originale e mai modificata):

Grand Orgue

Bourdon 16
Montre 8
Bourdon 8
Flute Harmonique 8
Salicional 8
Prestant 4
Récit

Cor de Nuit 8
Flute Traversière 8
Viole de Gambe 8
Voix Celeste 8
Flute Octaviante 4
Fourniture 3 rangs
Trompette Harmonique 8
Basson-Hautbois 8
Tremulant
Pédale

Bourdon 16
Bourdon 8