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Giancarlo Parodi (Celebration)

di Federico Borsari

 Giancarlo Parodi Una quindicina di anni fa, in questa pagina, tratteggiavamo la figura di uno dei più grandi e famosi organisti italiani, Giancarlo Parodi.
In quella pagina, mescolando anche gradevoli ed indimenticabili ricordi di gioventù, trattavamo uno dei personaggi che forse più di ogni altro nel campo dell'arte organistica italiana -assieme ad altri pochi esponenti- aveva tracciato, seguendo le orme di una tradizione musicale che affonda le sue radici nella grande arte ceciliana del Primo Novecento, una strada che ha permesso a noi, oggi, di avere una rappresentanza di prim'ordine nel campo dell'interpretazione organistica a livello mondiale.
Gli Anni Settanta del secolo scorso hanno rappresentato, per molti aspetti, una "rinascita" dell'arte organistica italiana. Nei decenni precedenti era stato il grande Germani (poi ingiustamente dileggiato e denigrato da alcuni esponenti della sua stessa categoria che anelavano ad una visibilità ed una notorietà rivelatasi poi effimera e senza spessore) a tenere viva la fiammella di una luce che si era accesa nei decenni precedenti il secondo conflitto mondiale e che gli eventi avevano quasi spenta. Giancarlo Parodi è stato uno di quei pochi che, forte di una solidissima impostazione tecnica e di una conoscenza musicale che non si limitava al solo ambito organistico, ha ridato forza a quella luce e, con il passare del tempo fino ad oggi, l'ha fatta nuovamente risplendere.
Parodi ha suonato di tutto. Da Gabrieli a Stockhausen, da Merula a Reger egli ha scorrazzato in lungo, in largo e di traverso nelle sterminate praterie della musica organistica (e non solo organistica) di tutti i tempi e, bisogna dirlo, con un atteggiamento che ha unito alla rigorosità interpretativa anche un'attività di ricerca e di curiosità che gli hanno permesso, da una parte, di andare a riscoprire -e valorizzare- le produzioni di quegli autori che comunemente si definiscono "minori" ma che di minore spesso nulla hanno e, dall'altra parte, di collezionare una impressionante mole di composizioni a lui espressamente dedicate. Sotto questo punto di vista, Giancarlo Parodi è stato, indubbiamente, uno dei maggiori "catalizzatori" di quel panorama di compositori contemporanei -tra cui molti veri e propri "grandi"- italiani che per lui hanno dispiegato il meglio delle loro capacità compositive e che in lui hanno visto l'interprete ideale per la loro produzione musicale. Questo aspetto di Parodi è talmente importante che la Casa Musicale Edizioni Carrara ha recentissimamente pubblicato un doppio volume che contiene trentasei composizioni originali specificatamente a lui dedicate e tra i nomi degli autori compaiono praticamente tutte le figure più rappresentative della musica organistica italiana contemporanea, da Vitone a Zanon, da Molfino a Bartolucci, da Zardini a Donini, da Radole a Peretti, e questo la dice lunga su quanto la figura di Giancarlo Parodi sia stata importante in quella che noi definiamo la "rinascita" della musica organistica italiana del ventesimo e ventunesimo secolo.
Non staremo qui a riproporre pedissequamente il curriculum di Giancarlo, della cui amicizia ci onoriamo e di cui siamo anche conterranei; tutti gli addetti ai lavori la conoscono perfettamente. Oggi Giancarlo è "pensionato" (ma un musicista non va mai in pensione) e da questa sua posizione, dopo una carriera colma di onori e successi, può prendersi anche alcune soddisfazioni come, ad esempio, recarsi negli States (lo ha fatto nel'autunno scorso) per illustrare e spiegare ad una platea di organisti assetati di novità, quello che per noi non è novità ma storia: l'organo e la musica organistica italiana dell'Ottocento.
Giancarlo compie in questo mese di Luglio 2018 ottant'anni. Fargli gli Auguri di prammatica, spegnere le candeline con un solo soffio o triturargli un coacervo di felicitazioni infarcite di luoghi comuni non è la nostra intenzione nè la nostra consuetudine. Da amico e conterraneo (da noi si fanno pochi complimenti) gli dico solo due cose: Grazie e avanti così. Ti voglio sulla breccia (e alla consolle) ancora per tanto tempo!