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Jane Parker-Smith

di Federico Borsari


 Jane Parker-Smith "...bestemmiava come un soldato, beveva come una spugna, fumava come una ciminiera e suonava l'organo come in preda ad una possessione.". Non sono, ovviamente, parole nostre bensì parte dell'assai particolare "necrologio" pubblicato da "The Telegraph" il 29 Giugno 2020 in occasione della morte (avvenuta il 24 Giugno, giorno del suo onomastico) della grande organista britannica Jane Parker-Smith (trovate questo necrologio originale QUI). A prima (ma anche a seconda e terza) vista non sembrerebbe la celebrazione di un'organista ma, piuttosto, la descrizione di un tipico caso di "genio e sregolatezza", soprattutto se consideriamo che l'organista in questione "era appassionata di Formula 1 e guidava una Lotus Esprit" (ibidem). Ora, senza disquisire sulle passioni automobilistiche della Nostra, non possiamo che sorridere all'immagine di quest'organista che si presenta alla chiesa dove deve tenere un concerto alla guida di una delle più famose ed iconiche autovetture sportive prodotte dalla rinomata casa automobilistica britannica parcheggiandola -ovviamente- in divieto di sosta. Certamente, una tale descrizione non potrà essere ben accetta da parte dei vari movimenti femministi, soprattutto quando va a soffermarsi sull'aspetto "glamour" sottolineando come ella abbia "portato il glamour alla tastiera dell'organo grazie alla sua straordinaria abilità esecutiva ed al suo amore per la vita, sempre condotta in corsia di sorpasso" ed in particolare quando dice che "come tutti gli organisti di solito si esibiva con le spalle al pubblico; eppure talvolta riusciva a far battere il cuore degli ascoltatori indossando un vestito che lasciava la schiena nuda.". Non ci stupiamo del fatto che, come sempre accade per i giornali "popolari", che basano la loro diffusione sull'aspetto più superficiale delle cose e delle persone, questo "necrologio" tenti di spostare l'attenzione dei lettori su aspetti "scandalistici" che più possano solleticarne la pruderie ma questo, soprattutto nel caso di una grande artista, rende un pessimo servizio alla realtà dei fatti, realtà che cercheremo in queste poche righe di ripristinare nella giusta ottica e considerazione.
Jane Caroline Rebecca Smith (il secondo cognome Parker venne aggiunto in seguito) nacque a Northampton il 20 Maggio 1950. Già fin dalla fanciullezza dimostrò una particolare predilezione per la musica organistica, cosa che la portò a studiare lo strumento presso il Royal College of Music di Londra, dove si diplomò a pieni voti nel 1971. Durante gli studi frequentò corsi di perfezionamento con Nicolas Kynaston e, a Parigi, con Jean Langlais, che le permisero di approfondire in modo dettagliato la letteratura organistica francese romantica e moderna, di cui divenne strepitosa interprete. Il suo primo concerto lo effettuò a Londra alla consolle dell'organo della Westminster Cathedral di Londra nel 1970 all'età di vent'anni e solo due anni dopo, grazie alle sue splendide performances musicali, ottenne la ribalta internazionale partecipando ad un ciclo di concerti trasmessi dalla BBC ed effettuati sull'organo della Royal Albert Hall, sempre della capitale britannica. Da allora Jane Parker-Smith ha condotto una eccezionale carriera musicale che l'ha portata ai vertici del panorama organistico mondiale, partecipando a centinaia di concerti in ogni Paese del Mondo e distinguendosi sempre ed ovunque per il suo particolare atteggiamento di approccio al repertorio, che se da una parte vedeva una visione musicologica raffinata ed un'analisi stilistica e formale molto approfondita, dall'altra prevedeva un tipo di interpretazione assai "fisica", che le faceva vivere le sue performances con un coinvolgimento sia personale che emotivo assolutamente totalizzante. Sotto questo punto di vista, tutti i critici hanno sempre sottolineato come ella riuscisse, oltre ad un'interpretazione sempre tecnicamente perfetta e talora ai limiti del virtuosismo esasperato, a far "rivivere" i brani dei grandi maestri romantici e moderni in tutte le loro caratteristiche musicali, formali e stilistiche riuscendo sempre ad aggiungere "qualcosa di suo", quasi a volerne "prendere possesso" per renderli "anche" suoi. Ovviamente, il repertorio della Parker-Smith non si limitava ai romantici, ma spaziava ampiamente anche nei classici e nel Barocco che, però, molto raramente trovavano spazio nei suoi concerti e nelle sue incisioni discografiche, quasi a voler sottolineare come ella trovasse molto più affine alla sua personalità un repertorio in cui poter privilegiare ed esprimere, tramite un linguaggio ricco di emozioni ed espressività, il suo "temperamento" che, come abbiamo potuto appurare ad inizio pagina, tutto era fuorchè calmo e tranquillo.
Nei suoi concerti Jane Parker-Smith esibiva una tecnica spaventosa, una padronanza assoluta dello strumento ed una conoscenza profondissima del repertorio, tutte cose che ne hanno consacrata la grandezza e l'hanno portata, come abbiamo detto, ai massimi livelli dell'arte organistica mondiale, livelli che ha mantenuto per cinquant'anni e che, sicuramente, avrebbe mantenuto ancora a lungo se non fosse sopravvenuta la sua prematura scomparsa in un periodo molto difficile segnato da una pandemia mondiale che ancora oggi, ad un anno di distanza, non accenna a risolversi. Una grande perdita per il mondo dell'organo ed un grande dispiacere per tutti coloro che di questo mondo fanno parte.
Le incisioni discografiche della Parker-Smith sono decine e spaziano dai primi anni Settanta del secolo scorso a pochi anni fa ma solo quelle realizzate su CD sono facilmente reperibili mentre le precedenti, su LP (o Musicassetta), sono ormai pressochè sconosciute. Sulla grande rete se ne trovano diverse presentate sotto forma di video-slideshow, ma ben pochi (non più di tre o quattro) sono i veri e propri video. Qui di seguito ne proponiamo due. Il primo è un "promo" (tratto da una ripresa durante le prove) di un concerto che la Parker-Smith ha effettuato il 3 Ottobre 2016 alla Royal Festival Hall di Londra. Il secondo è una spettacolare ed esaltante interpretazione (spiace per gli altri organisti -anche di ottimo valore- che si sono cimentati con questo brano ma, finora, non ne abbiamo trovate di migliori) del finale del brano "Rumba sur les Grands-Jeux" di Pierre Cholley (1962) magistralmente interpretato da Jane Parker-Smith al monumentale organo (Estadella 1927 - Lhôte 1974) della Basilica di Santa Maria di Mataró-Barcelona (Spagna-Catalogna) durante il concerto del 15 Luglio 2015 tenutosi nell'ambito del tradizionale festival organistico. La ripresa video (così come la presa di suono) è amatoriale ed effettuata dalla chiesa ma la performance dall'organista è visibile sul maxischermo posto sotto alla tribuna.